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ictorian Age e Aspen Sixties, due i temi portanti della collezione autunno-inverno 2001-2002 Roberto Cavalli. Proporzioni, particolari estremamente ricercati, assottigliate suggestioni vittoriane. Un lusso filtrato, intimista, una rappresentazione assolutamente privata, gelosa, egoista, per pochi. Tecniche raffinate, antiche e up-to-date insieme: pelle stampata a fuoco e ridipinta, lacerti fastosi e significativi. Segni sedimentati e proustiani, onirici, nostalgie contemporanee che rivisitano la silhouette guêpe della stilizzata english lady di Worth, che si rivelano nel gioco mirabile, sospeso del frammento, del reticolo lieve e pittorico dei ricami cut-out. Giochi speculari di contrapposizioni, luminose piume stampate su chiffon che si scompongono, si negano, riappaiono trasformate, distillate, vibranti, sul denim vintage. Aspen Sixties come bianco, dettagli inattesi e virtuosistici, colori preziosi. Il Leitmotiv della pelliccia, soffusa, sontuosa e incorporea. Lince e vaio aristocratici si fondono, si scorporano, si fanno spumosi, immmateriali, mescolandosi alle piume di struzzo. Una voglia di couture, di rappel à l’ordre, una ricchezza cosy, accarezzata, non esibita, si manifesta nel cachemire ghiaccio e corallo dei tailleur, nelle avvolgenti redingotes-robes de chambre in pashmina stampata con frammenti di damasco, nelle cappe geometriche e sontuose.
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